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04/10/2018      

PROBLEM SOLVING: Inquadra il problema, formula la soluzione e prendi la giusta decisione


L'ing. Andrea Righetti, nostro partner, è stato relatore del corso sul Problem Solving tenutosi a Metacarpi lo scorso 28 settembre.
Gli abbiamo chiesto di raccontarci come fosse andato l'incontro:

"Ritengo che il Problem Solving e le relative metodologie e il metodo 5S Toyota, andrebbero insegnati a tutti a partire dalle scuole primarie, in modo tale da farli diventare strumenti di base per la cultura delle persone che in futuro potrebbero lavorare in un'azienda."

Ma innanzi tutto, cos'è un problema?

"Un problema, comunemente inteso, è un ostacolo che rende difficile raggiungere un determinato obiettivo o soddisfare una certa esigenza, frapponendosi tra la volontà dell'individuo e la realtà oggettiva.
Il problema è un ostacolo sulla via del sapere, da superare, sia pure temporaneamente, per il successivo agire pratico.

Si può dire che è una particolare situazione caratterizzata da due elementi: 
Nasce da uno stato di insoddisfazione
Esiste la determinazione di impiegare delle risorse per ridurre o annullare lo stato di insoddisfazione

Infine è bene ricordare che un problema si può definire tale solo se è possibile trovare una soluzione.
In caso contrario non siamo in presenza di un problema, ma di un vincolo.
Non capire che quello che si crede un problema è un vincolo, comporta un inutile spreco di energia."

Nel corso, quale approccio al Problem Solving è stato sviluppato?

"Il Problem Solving si riferisce, in particolare, a metodologie quali il metodo PDCA teorizzato da Edwards Deming, il che ci porta a pensarlo come apparentemente legato alla cultura anglosassone. Serve ricordarsi, però, che il metodo scientifico proposto da Galileo Galilei molto tempo prima, non fa altro che descrivere un approccio del tutto analogo.

Il corso ha sviluppato l'approccio teorico Plan Do Check Act e ne ha declinato alcune modalità operative pratiche, quali "8D" Ford o ASAICHI Toyota.
Nell'approccio è molto importante saper mettere a fuoco il vero problema (fare il setting del problema): analizzare a fondo il problema separando il problema stesso dalle ragioni che lo generano, in modo da andare a capire quelle che sono le cause più importanti. Pareto (noto economista) ci garantisce che pochissime cause generano la maggior parte del problema.
Individuate quindi quelle cause, con opportune modalità di indagine, si può andare a definire la contromisura per limitare l'effetto di queste, o addirittura eliminarle del tutto, così che una volta identificata la possibile soluzione, la si possa applicare e si possa verificarne l'efficacia. Se la soluzione è veramente quella che ci riduce in maniera drastica il problema, la soluzione diventa la nuova regola da applicare nell'organizzazione.

Percorso apparentemente semplice che però purtroppo è assai difficile trovare applicato all'interno delle aziende."

Ci sono strumenti, infine, che si possono utilizzare per analizzare le cause dei problemi?

"Accanto a ciò sono stati toccati, infatti, alcuni strumenti legati alla creatività come il brainstorming e le mappe mentali. Questi strumenti servono appunto in un'ottica di problem solving per uscire dai meccanismi tradizionali, ponendo l'attenzione in particolar modo su un'opportunità di applicazione delle mappe mentali su cosa voglia dire essere felici, cosa a cui nessuno pensa mai."