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01/03/2018      

La difficoltà di cambiare

Ma cosa accade quando si parla di Cambiamento in Azienda?

Molte Persone resistono, frenano, si oppongono, chiedono tempo: perché?

Sappiamo che la resistenza al cambiamento funziona con una specie di “effetto soglia”:
in ogni cambiamento infatti è insita una (iniziale) perdita. La resistenza al cambiamento 
è quindi in realtà una resistenza alla perdita.

Ma cosa si “perde” in azienda?

Beh, si può assistere ad una perdita del potere, della professionalità, delle relazioni: 
“So che cosa perdo ora, ma non so che cosa avrò in cambio dopo”.

Mettere a fuoco obiettivi e benefici per Azienda e Singoli è dunque un aspetto chiave.

Nel mondo Toyota uno degli approcci per affrontare il cambiamento è il KAIZEN, tradotto in modo molto riduttivo in tanti contesti con il “miglioramento continuo”, perdendone così il significato più profondo che è invece “cambiare in meglio” o ancora “cambiare per stare meglio”: che implica lavorare sulle motivazioni che sottendono al cambiamento.

È quindi fondamentale trovare allineamento fra le motivazioni possedute delle persone e quelle invece utili per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi, evitando di "forzare" la motivazione, cosa che può produrre irrigidimento ed autodifesa, immobilità o addirittura meccanismi di reazione.

Un altro aspetto da considerare è che pare che nel nostro Paese lo sport più diffuso non sia il calcio come molti pensano, ma il lamento e la critica. 
A tal pro è simpatico riprendere una frase di Giovanni Falcone:

‘Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così, solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è, allora, che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.’

Gestire i cambiamenti è quindi veramente difficile.

Come fare?

Non esiste una ricetta universale. Esistono però alcuni aspetti chiave su cui è bene concentrarsi:

1° la Comunicazione: nelle Aziende in genere è poco curata e quindi carente. Troppe mail, magari con più destinatari e con altrettanti in copia conoscenza. Sono più per “scaricare il problema” su altri, crearsi l’alibi, alimentando il cosiddetto “fuoco amico”; i meccanismi comunicativi vanno invece definiti a tutti i livelli sia per quanto riguarda gli aspetti funzionali che interfunzionali.

2° Leadership del Cambiamento: il cambiamento non “si autoinsalla”, è un processo lungo e difficile che va adeguatamente governato. Senza leadership l’insuccesso è certo.

3° l’Energia: il cambiamento richiede energia ed è inutile pensare di andare lontano con il serbatoio vuoto: vanno attivati meccanismi di empowerment così da rendere positivi gli atteggiamenti e dare energia all’organizzazione.

4° Progetti: concreti e semplici sui problemi esistenti, a partire da quelli più semplici e diffusi, da realizzare in tempi brevi, in modo da alimentare l’energia del cambiamento con risultati ben visibili a tutti.

Il tutto ricordando sempre che:

“Esiste un solo padrone: il cliente. 
E il cliente può licenziare chiunque in azienda, dal presidente in giù, semplicemente decidendo di spendere i propri soldi altrove. “

Sam Walton, fondatore di Wal-Mart, la più grande catena di supermercati nel mondo